DUE CASI DI DEBITO NON PAGATO

10 Gen

Prendendo spunto da quanto evidenziato nel documentario greco Debtocracy, vorrei considerare molto brevemente i due casi più recenti di debito non ripagato: L’Ecuador e l’Islanda.

Il caso dell’Ecuador, a cui si rifanno gli autori del documentario, differisce da quello in cui si trova attualmente la Grecia. Innanzitutto il rapporto debito/pil è molto differente nei due casi per la Grecia è pari al 144 % (dato del 2010: http://www.google.it/publicdata/explore?ds=ds22a34krhq5p_&met_y=gd_pc_gdp&idim=country:gr&dl=it&hl=it&q=debito+pubblico+grecia), per l’Ecuador prima della decisione di non pagamento che è avvenuta a fine 2008  (articolo “storico”: http://www.unimondo.org/Guide/Economia/Debito-estero/Ecuador-stop-del-governo-alla-restituzione-del-debito-illegittimo)  tale rapporto era decisamente inferiore al 50%. Bisognerebbe analizzare più attentamente la situazione economico-industriale dei due paesi, ma i numeri della Grecia sono molto peggiori.
 Inoltre, dettaglio non trascurabile, l’Ecuador aveva ed ha la garanzia dell’esportazione del petrolio, nonchè la possibilità di battere moneta, quindi una maggiore indipendenza per affrontare la crescita.
 Se per la Grecia, data la gravità della situazione, l’ipotesi di non pagare il debito può sembrare l’unica soluzione , è il rilancio dell’economia che potrebbe essere molto più difficoltoso dell’Ecuador. Il rifiuto di pagare non penso lasci di buon umore i restanti paesi europei (francesi e tedeschi che sono tra i maggiori creditori dei greci in testa),  e quindi la Grecia dovrebbe poter essere in grado di camminare da sola se vuole prendere le distanze dall’Europa.  Senza contare che non può condurre una politica monetaria autonoma senza uscire dall’Euro. 
 
Un caso differente è quello dell’Islanda (2008-2009 in seguito alla crisi dei mutui subprime statunitensi), il rapporto debito/pil (http://www.google.it/publicdata/explore?ds=ds22a34krhq5p_&met_y=gd_pc_gdp&idim=country:is&dl=it&hl=it&q=debito+pubblico+islanda) non era il maggiore dei mali, ma le banche islandesi avevano un debito pari al 900%(!!!!!) del pil: il debito era di origine finanziarie.
Lo stato islandese tuttavia nazionalizzò le banche, il debito venne così a gravare sui cittadini e il governo, forte anche del  consenso ottenuto da un referendum popolare che si espresse contro il pagamento del debito, decise di non pagare!
Anche l’Islanda come l’Ecuador è in grado di stampare moneta autonomamente.
 
http://www.borsaforextradingfinanza.net/article-ripudio-del-debito-e-inchiesta-penale-il-metodo-islandese-di-romina-vinci-82457672.html (l’articolo è un po vecchiotto però rende l’idea…)
 
Questi casi, indipendentemente dal fatto che hanno avuto cause differenti, rappresentano un precedente non da poco riguardo alla soluzione del problema debito. Il caso dell’Iraq (citato sempre da Debtocracy) dà forse ulteriore giustificazione alla procedura in quanto “spinto” dagli USA stessi. In particolare sono un esempio, di sicuro i primi due, dell’esercizio effettivo della sovranità popolare.
 
 
Riporto i link dell’andamento del PIL e del debito dell’Ecuador, da notare la crescita(il debito è stato “rifiutato” a fine  2008)!!!
 
http://www.google.it/publicdata/explore?ds=d5bncppjof8f9_&met_y=ny_gdp_mktp_cd&idim=country:ECU&dl=it&hl=it&q=pil+ecuador

http://www.indexmundi.com/g/g.aspx?c=ec&v=94

 

 

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2 Risposte to “DUE CASI DI DEBITO NON PAGATO”

  1. garciamadero 15/01/2012 a 11:04 #

    Molto interessante il caso dell’Islanda (mi vien quasi da dire utopico: difficile pensare a un’assemblea popolare che “riassuma” più o meno pacificamente il pensiero del popolo italiano). Due domande che mi sorgono:

    1) Com’è poi finita? l’articolo è scritto prima dell’approvazione in parlamento e con una (molto breve) ricerca non ho trovato la situazione attuale

    2) Nel caso in cui la nuova costituzione sia stata ratificata in parlamento (e non vedo perchè no), sai se ci son state ripicche politico/economiche da parte ad esempio di francia o germania? se da un punto di vista politico forse non posson farci niente, immagino che potrebbero facilmente pensare a “vendette” finanziarie…dico questo perchè – se magari dell’islanda non gli importa poi troppo, e lasciano correre – lo stesso non sarebbe con stati di ordini di grandezza diversi, tipo la Grecia

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