Archivio | aprile, 2012

Fiducia ?!?

18 Apr

Vorrei fare un piccolo intervento magari un po’ azzardato e perché no… poetico, su un aspetto che secondo me è interessante, magari è una cosa scontata, magari no. Negli ultimi giorni pensandoci bene mi pare che sia di una certa importanza: il ruolo della fiducia in economia.

 Siccome gli agenti economici alla fine, dietro i numeri e i calcoli, sono sempre umani, l’aspetto emotivo, irrazionale e legato alle credenze ha un ruolo preponderante credo.

 La fiducia svolge un ruolo primario nei processi decisionali in generale e a maggior ragione nell’ambito economico. Conferire fiducia in qualcosa ha notevoli implicazioni nel comportamento nostro e nell’ambiente in cui agiamo.

Un aspetto che mi sembra ricorrente in molti esempi di crac finanziari è il fatto che più o meno improvvisamente ci si rende conto, o si inizia a credere, che azioni, titoli di stato, o prodotti finanziari nel cui sottostante era stata riposta fiducia dagli investitori, in realtà non hanno più grande valore. Tipicamente la credenza è giustificata da valutazioni di analisi fondamentale del prodotto finanziario, o anche semplicemente sulle oscillazioni dei prezzi, o su più o meno presunti interventi speculativi. 

Questo processo di sfiducia sembra avvenire come se venisse improvvisamente a mancare qualcosa sotto i piedi o come se ci si accorgesse solo in quel momento che sotto i piedi non c’è più niente. Allora si innesca una serie di vendite a catena da parte degli investitori per liberarsi della “carta straccia”. Ragioni di economia reale o finanziaria, paure, considerazioni di natura politica,  generano l’idea che non sia più opportuno riporre fiducia nei prodotti posseduti. 

La fiducia originariamente conferita al momento dell’acquisto può essere attribuita per varie ragioni,  tutte in parte razionali in parte irrazionali. L’impressione che mi sono fatto è che in molti casi il motivo di certi crolli sia la voglia di accaparrarsi la fiducia di chi compra con l’inganno facendogli credere che sia giusto riporla in un certo prodotto finanziario. Gli effetti di tale comportamento ingannevole e falsificante mi pare siano abbastanza palesi due esempi su tutti: il “taroccamento” dei bilanci della Grecia per l’ingresso in Europa operato da Goldman&Sachs e l’infiltrazione di crediti spazzatura in prodotti finanziari o fondi di investimento nella crisi dei mutui subprime americani.

 Va beh, forse è banale, però la cosa che dovrebbe farci riflettere è che le conseguenze di un simile indirizzo fuorviato della fiducia paiono investire la collettività in modo decisamente potente e dannoso. Mi chiedo se tale inganno sia fatto con studiata consapevolezza o sia solo causato da un’immediata brama di guadagno. Lascio la domanda aperta ma comunque il problema è abbastanza antico. Uno dei massimi esponenti della cultura occidentale, J.W. Goethe, ne ha parlato in uno dei testi classici della letteratura europea: il “Faust”.

A questo link (http://www.beneinst.it/e-book/e-book/J.%20W.%20Goethe%20-%20Faust.pdf) potete trovare una traduzione italiana dell’opera. Da pagina 32 a pagina 36  vi sono i passi in cui viene descritta la “creazione” di fiducia nel valore di un tesoro che in realtà non esiste ad opera di un imperatore a corto di soldi e malignamente consigliato da Faust e Mefistofele.

L’autore poi non dice cosa succederà poi se l’impero prospererà oppure se l’imperatore verrà ghigliottinato dal popolo truffato. (Per i cultori di Goethe: la versione è sicuramente non quella finale bensì una di quelle preliminari. Della traduzione non posso assicurare la bontà. Comunque confrontando con l’edizione definitiva confermo che il senso dei passi considerati è praticamente intatto.)

 Qualcuno può obiettare in modo fondato che la fiducia in qualcosa che non esiste è anche il motore delle utopie, delle grandi creazioni, di imprese straordinarie e forse anche della crescita economica. Mi pare quindi interessante capire quando la fiducia inneschi un processo virtuoso e di crescita oppure quando generi un processo distruttivo e dannoso.  Trovare il discriminante tra i due comportamenti potrebbe veramente risolvere molti problemi:  Idee??? 

 Magari questo è solo un ozioso problema sui massimi sistemi e l’economia e la finanza sono governate da qualcosa che prescinde da tali aspetti. Forse la fiducia non c’entra niente, non può creare ricchezza che non esista già in qualche forma o distruggerla se esistente. Lasciatemi però almeno credere (o avere fiducia, come preferite)  nel fatto che la questione non sia vuota di senso. 

centaurom